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(sospeso)

Ore 19.30: Celebrazione eucaristica;
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Ore 20.30: Ora di adorazione eucaristica e benedizione eucaristica;
Al termine: preparazione dei sacramentali.

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Consiglio Pastorale

NUOVA EVANGELIZZAZIONE

COMUNIONE E RICONCILIAZIONE

IN PARROCCHIA

 

Programma Pastorale 2018-2019

 

Il programma pastorale della parrocchia di Tavernelle è il frutto di un ritiro spirituale che il nuovo Consiglio Pastorale ha condiviso il 29 settembre 2018 nella neonata casa di spiritualità vicariale della parrocchia di Alte, dedicata a “Maria donna dell’ascolto” e sita nel territorio della parrocchia di Ss.Trinità di Montecchio Maggiore. Dopo la meditazione curata da don Emanuele (che qui verrà riportata in sintesi come introduzione del programma pastorale), i membri del Consiglio Pastorale hanno sostato in preghiera davanti a Gesù Eucarestia per poi condividere alcune linee programmatiche che verranno descritte nella seconda parte del presente documento.

 

In ascolto della Parola di Dio (1Gv 1,1-4)

Ciò che era fin da principio,

ciò che noi abbiamo udito,

ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi,

ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato,

ossia il Verbo della vita

(poiché la vita si è fatta visibile, noi l'abbiamo veduta

e di ciò rendiamo testimonianza

e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi),

quello che abbiamo veduto e udito,

noi lo annunziamo anche a voi,

perché anche voi siate in comunione con noi.

La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo.

Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta.

 

MEDITAZIONE A PARTIRE DALLA PAROLA DI DIO (a cura di don Emanuele)

 

Il titolo del programma pastorale del 2018-2019 “Nuova Evangelizzazione, Comunione e riconciliazione in parrocchia” prende le mosse anzitutto da due criticità diffuse che rileviamo nel nostro contesto comunitario:

→ la DIVISIONE esistente che spacca in due il tessuto comunitario;

→ la DISAFFEZIONE generalizzata verso la Chiesa presente soprattutto nei giovani e originata principalmente nel nostro contesto da questa divisione della comunità e più estesamente dalla crisi profonda di identità e dal cambiamento d’epoca che la Chiesa universale e la società tutta, soprattutto in Occidente, stanno vivendo di questi tempi.

Il brano della prima lettera a Giovanni, che apre questo documento, offre alcune intuizioni significative che ci possono aiutare ad affrontare le sfide e le criticità del nostro contesto con uno spirito e con scelte propositive costruttive.  

 

1°) LA COMUNIONE NASCE DALL’ANNUNCIO

 

“Quello che abbiamo udito, visto, toccato….

Il primo aspetto che emerge leggendo il testo di san Giovanni Apostolo è che la comunione tra i credenti non è il risultato di una buona organizzazione, né di un accordo formale pattizio tra le varie anime di una comunità, né il frutto di una ideologia imposta (comunionismo).

La comunione è un dono che viene da Dio e scaturisce da un  EVENTO che ci sorprende e ci raggiunge: CRISTO che si impatta con la nostra vita, il Verbo che si fa visibile, udibile, toccabile.

Il nostro contributo all’evento è l’ANNUNCIO di questo incontro con Lui. Esso si può realizzare come esperienza della nostra comunità favorendo un percorso che consegui le seguenti tappe:

a) …noi lo annunciamo a voi….

→ DAR SPAZIO ALL’EVENTO “CRISTO” mettendo al centro dell’esperienza comunitaria l’annuncio, l’ascolto e l’esperienza della Parola di Dio (che è fatta di parole e gesti intimamente connessi: liturgia, celebrazioni, catechesi).

b) … perché siate in comunione con noi…

→ L’evento va annunciato attraverso una NUOVA EVANGELIZZAZIONE: il contenuto del Vangelo è sempre lo stesso, cresce la sua comprensione nel tempo e può modificarsi il modo di annunciarlo per renderlo comprensibile a tutti.

L’evangelizzazione è nuova quanto al metodo (Es. percorsi di formazione, eventi di spiritualità, ma anche culturali, artistici, incontro con testimoni, esperienze di servizio e condivisione con i poveri  ecc.)              

c)  … e la vostra gioia sia piena”…

→ Il fine di questo percorso è LA GIOIA COMUNE→ LA CONVIVIALITA’. Ciò si realizza se si condivide:

- IL VERO (iniziative di conoscenza-esperienza del Cristo Vivente)

- IL BENE (iniziative di carità) 

- IL BUONO (iniziative di gusto per la vita: far festa…danzare…mangiare assieme)

- IL BELLO (iniziative di cultura e di arte, di contatto con la creazione)

 

2°) DALLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE → LA COMUNIONE …

DALLA COMUNIONE → LA RICONCILIAZIONE

                                       

“Guarderanno a Colui che hanno trafitto” (Zc 12,10)

IL CROCEFISSO RISORTO fonte e fondamento di riconciliazione

→ Perdoniamo perché perdonati (figli di un Padre Misericordioso)

→ Perdoniamo perché perdonare ci fa bene alla salute….

→ Perdoniamo perché non c’è alternativa e non c’è futuro per nessuno senza perdono.

 

LA CONVERSIONE DELLO SGUARDO È:

 → partire dal positivo, da ciò che nell’altro e nel diverso c’è, non da ciò che manca o è manchevole.

→ non giudicare e non mormorare

→ educarci all’empatia e alla compassione

 → sentirsi “co-redentori” con Gesù che è venuto non a condannare ma a salvare.

“SALVARE” = far spazio all’altro, al “diverso” perché Dio ama l’armonia delle differenze (ciò è evidente nel creato)  

 

3°) I GIOVANI

 

Il progetto pastorale non può prescindere dal piano pastorale di quest’anno della Diocesi di Vicenza che in occasione del Sinodo della Chiesa Cattolica sui giovani, mette al centro degli orientamenti della Chiesa locale i giovani e la pastorale giovanile in genere.

 

Il cammino di comunione e di riconciliazione in parrocchia non può che avere ricadute positive anche sui nostri giovani e sulla pastorale giovanile. La divisione e l’avversione tra i cristiani è uno scandalo per le nuove generazioni.  Esso si aggiunge al generalizzato smarrimento provocato dall’emergenza recrudescente degli scandali degli abusi sessuali e del clericalismo esplosi a macchia di leopardo all’interno della chiesa universale.

Il recupero dei giovani può avvenire solo in un contesto di riconciliazione del popolo di Dio e attraverso occasioni di incontro personale intergenerazionale con ciascuno di loro.

I percorsi di GRUPPO non possono prescindere da questa attenzione al singolo giovane ed essere attuati preferibilmente attraverso:

-    Occasioni di svago e ricreazione a misura dei giovani;

-    Brevi e agili ma efficaci proposte formative che tocchino al cuore ciò che a loro interessa;

-   Esperienze di fede mirate: momenti intensi di preghiera e di spiritualità ad hoc, incontro con testimoni credibili, contatti con la missione della chiesa; progetti di solidarietà con e per i poveri, direzione spirituale, ritiri e uscite….

-    Concentrazione sul “cantiere medie”: i ragazzi delle medie sono attualmente l’anello mancante della pastorale giovanile parrocchiale.

 

ORIENTAMENTI E SCELTE PASTORALI

Dopo questa introduzione di don Emanuele e un lungo momento di preghiera davanti al Santissimo, i membri del Consiglio Pastorale hanno delineato alcuni orientamenti per realizzare le intuizioni emerse dalla meditazione della Parola di Dio. Segue una breve sintesi delle proposte emerse:

 

1. Mettendo nel cuore di Gesù i nostri pensieri e offrendo tutto a Lui possiamo fare già quest’anno dei passi decisivi nella direzione della riconciliazione all’interno della comunità. È essenziale che ognuno metta al centro la Parola del Vangelo come fonte di ispirazione.

- A partire dal Vangelo ognuno dovrebbe prendere delle decisioni nella direzione della carità di Cristo evitando, per esempio, il giudizio, la condanna o peggio la diffamazione di chi non la pensa come lui e iniziando a considerare e a scommettere sul “positivo” e al “buono” che c’è anche nell’altro e nel diverso, in ciò che lui è e fa.

- Quando si fa una proposta è necessario partire sempre da un discernimento che risponda alla seguente domanda: è il Signore che davvero vuole questo oppure è un’idea “mia-nostra”? Dal cuore di ognuno dovrebbe partire il presupposto: “io lo faccio per il Signore”….

- Ognuno potrebbe lasciarsi toccare e trasformare dal Signore superando le prevenzioni, abbandonandosi al Lui e dicendogli: “Signore fai tu”….

- Bisogna nutrire la consapevolezza che quando incontro l’altro davanti ho sempre un figlio di Dio, un fratello. Lì davvero potrà iniziare un cammino di riconciliazione e di comunione.

 

2. La parrocchia-comunione che è “famiglia di famiglie” possiamo vederla come una famiglia di più di 4000 persone: c’è chi va in chiesa e chi no, però siamo parte di una comunità parrocchiale che dovrebbe essere aperta accogliente e abbracciare tutti. Uno dei problemi è che tra fazioni o almeno tra alcuni membri delle diverse fazioni, non ci si parla mai: non ci si incontra e non si dialoga.  È necessario raggiungere dei piccoli obiettivi sui quali lavorare assieme a prescindere dal discorso prettamente religioso, come per esempio:

- Momenti conviviali proposti dall’una e l’altra parte in cui ci si invita e si partecipa il più possibile coralmente alle rispettive proposte;

- Progettare una festa della comunità con tutte le associazioni invitate e unite attorno ad un progetto di solidarietà (come il sostegno per la costruzione di una cucina in Africa – vedi gruppo “progetto Africa” esistente a Tavernelle con 27 membri che a gennaio scenderanno in Africa per approntare il progetto)

- Canto della stella di Natale (come si faceva un tempo) o altre attività condivise;

- Incentivare e partecipare ad occasioni di festa e convivialità come la festa dei Popoli che coinvolge famiglie di altre culture e religioni.

- Apertura del bocciodromo ai bambini del Circolo NOI con accompagnamento e lezioni da parte dei nonni soci del bocciodromo anche per creare un legame tra le diverse generazioni.

 

3. La parrocchia “cresce” se “esce”. Sarà importante prevedere momenti di coinvolgimento più allargato, andando verso chi abitualmente non partecipa alle proposte di fede ordinarie. Gli avvisi parrocchiali distribuiti in tutte le case sono una nuova e ottima occasione di evangelizzazione. Occorre però osare di più per esempio creando nuove occasioni di preghiera e incontro nei quartieri. Il mese di novembre per esempio potrebbe essere dedicato a ricordare i defunti delle varie contrade con delle messe feriali nelle varie zone del paese.

 

4. In riferimento alla realtà delle medie e i giovani in generale: mettere al centro i soggetti cioè partire dai ragazzi stessi, dai loro interessi, da quello che loro piace fare (musica, nuovi mezzi come i social media…). Evitare l’attivismo: puntare sulla semplicità e sull’incontro personale. Proporre loro dei servizi concreti all’interno della comunità. Puntare sull’incontro tra generazioni. Creare servizi o esperienze che facilitino questo incontro.

 

 

(per scaricare il Programma Pastorale cliccare qui)

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