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Da Benposta l'invito a fare volontariato

Ciao Resto di Tavernelle,

non mi è facile descrivere incisivamente di ogni viaggio fatto in Venezuela. Anzitutto, Venezia/ Maracaibo, oggi, è un viaggio da 35/40 ore (2 scali, mal servito, spesso cancellazioni con ulteriori 10/12 ore di at­tesa nell’ultimo scalo), dal costo di 1500 Euro e prenotato con mesi di anticipo. Vista la situazione politica scoppiata, dico finalmente, me l’aspettavo ancora 3 anni fa, qualsiasi viaggio è da spostare a tempi migliori! Cambierà forse la “governance”, ma i poveri, resteranno comunque poveri e sfruttati, si spera, un po’ meno!

Sono finito casualmente in Venezuela nel 2013, appena per­cepita la “pensione”. Disponendo del mio tempo, potevo soddisfare un sentire di sempre. Ma ho cozzato contro la (sarò buono), definiamola “burocrazia” del Volontariato: ri­chieste di tesseramento, fede religiosa, tendenze politiche, tariffari per i soggiorni, spese di mantenimento, assicura­zione medica, ma la più “discriminante”, l’età (se superi i 50 anni e ti succede qualcosa, potresti essere un problema), inconcepibile per uno spirito “americano” come il mio! Stavo per concludere con una organizzazione Britannica l’andare ad insegnare Inglese in un paese dell’Equador a oltre 4000 metri d’altitudine quando Benposta mi scrive chiedendo, di non far uso di droghe, alcool, di avere una mente aperta e senso di adattamento all’improvvisazione, servizievole, disponibile ai lavori necessari ed una perma­nenza di almeno 3 mesi “quello che abbiamo lo dividiamo assieme”, questo mi è piaciuto e sono partito.

Benposta ha diversi campi di “accoglienza”, ognuno con situazioni diverse ed in continue evoluzioni: infatti è l’ur­genza della sopravvivenza che ti detta il da farsi! Nel tempo ho capito che non è molto quello che io posso dare, c’è troppo “BISOGNO di TUTTO”, falegname, idraulico, elet­tricista, insegnante, medico, muratore e qualsiasi altro lavo­ro ed attrezzatura annessa ai mestieri. Sono semplicemente “TESTIMONE” di una povertà estrema che noi, nel nostro vivere, non riusciremo mai ad immaginare...perché troppo assurda ed assoluta: ragazze di 20 anni con 3 bambini, ab­bandonate in strada con solo la maglietta che indossano, an­ziani e disabili senza alcun sostentamento destinati a morir di fame, popolazione che vive in palafitte sull’acqua, man­canza di cibo, medicinali, acqua potabile, 1 litro di acqua buona costa più di 15 litri di benzina!

La gente muore di fame, i bimbi di dissenteria per l’acqua infetta che bevono!

Sono certo che qualsiasi nostro giovane, se facesse una esperienza di “Volontario”, tornerebbe cambiato: defini­tivamente più tollerante, sorridente ed aperto agli avveni­menti della vita.

Gli adulti invece, com’è successo a me, saranno catturati dagli sguardi e sorrisi dei bimbi, dalla tristezza e solitudi­ne degli anziani, dalla semplicità ed innocenza dei disabili, dalla dignità silenziosa di certe persone, nonostante le ne­cessità.

Si impara a guardare, a non giudicare, a non insegnare e l’esempio più che le parole apre i cuori.

Quasi ogni anno organizzo un container di beni di ogni sor­te destinati alla comunità Benposta. Quello spedito a Ot­tobre scorso è stato possibile anche per la partecipazione attiva della Parrocchia e Pro Loco di Tavernelle che non smetterò mai di ringraziare.

Mi permetto di evidenziare i 3 principali scogli da superare per il proseguo “INVII”:

1. Non sono una Associazione (volutamente)... perché qual­siasi cosa raccolgo. È per BENPOSTA e non voglio spreca­re energie e risorse per la “burocrazia”. Per le aziende che chiedono di emettere una fattura, necessito l’appoggio di una ONLUS.

2. Posto per “parcheggiare”, preparare, ed imballare quanto raccolto: Il garage di casa mia non è abbastanza capiente.

3. Furgone a noleggio e spese spedizionieri per ritiri da aziende: Fin qui ho utilizzato il servizio noleggio della Ber­tocco, la mia auto, Scortrans e Tiamat: per i ritiri - costo medio annuo Euro 6.000

Spese pratiche doganali, noleggio ed invio container da 40 piedi - ca. 8.000 Euro

Spese sdoganamento container a destinazione Maracaibo - ca. 1.000/1.500 Euro

Quest’anno devo dedicarmi a coprire il contenzioso accu­mulato fino ad oggi e saldare il conto residuo allo spedi­zioniere Timat. Per il 2019, nell’isola di TOAS è stata ac­quistata una abitazione da trasformare in casa/accoglienza/ scuola per 40 ragazzi. Inoltre è iniziata la costruzione di una mensa per garantire un pasto, 5 giorni alla settimana, a 700 bambini. I lavori proseguono lentamente, mano a mano che si raccolgono finanziamenti per comperare il cemento e quant’altro necessario. La manovalanza locale per ora rice­ve beni di prima necessità quale compenso ed la promessa di essere pagati appena ci sono i fondi disponibili. Stima costo iniziale del progetto : ca. 15/18.000 Euro.

Poter far fronte anche parzialmente a questi 3 “Scogli” rin­francherebbe l’entusiasmo a ripartire con la raccolta di un altro container per il 2020. Aiuterebbe uno sponsor!

Dopo questa divagazione...solo per informare cosa ci sta dietro a tali operazioni, rispondo ad una domanda che mol­ti mi fanno, sempre la stessa: “Perché fai Volontariato? Ti pagano?”.

Io rispondo: “SI, mi pagano, e nemmeno poco; mi pagano con un sorriso, con un “GRAZIE” (parola poco in uso dalle etnie Venezuelane); perché ho la consapevolezza di aver dato qualcosa di prezioso a qualcuno in difficoltà e questo per me ha un valore inestimabile, non paragonabile a nulla. Quello che ricevo non è denaro, ma Amore e Gratitudine, le due cose più belle che un uomo può ricevere nella vita.”

Fare del bene, fa bene! Ecco, soddisfatto il mio (sano) egoi­smo!

 

Love is my religion, Andy

 

sito www.benposta-venezuela.it (vedi galleria fotografica)

 

P.S. Aggiungo ultimo messaggio ricevuto da Benposta:

Amico mio, saluti dalla nostra Benposta e, ancora una volta, grazie per avere amici che ci hanno aiutato. La si­tuazione in questo momento è terribile. Sopravviviamo grazie al container ricevuto. La sopravvivenza è quotidia­na. A malapena troviamo alimenti e mangiare una volta al giorno è impossibile per la maggior parte della popola­zione. Benposta continua la sua vita normale ogni giorno, con tutte le limitazioni del caso. Gli ospedali non hanno strumenti e medicine e il denaro è ormai carta straccia. Comprare scarpe è impossibile e il detersivo per il bucato un lusso. Gli ospedali non ricoverano per mancanza di forniture. In tanti vengono da noi per chiedere aiuti uma­nitari e tanti sono i bambini che muoiono per mancanza di medicine. Le cliniche richiedono il pagamento in dollari e non offrono un gran servizio.

Un abbraccio

MLuisa

 

da Il Resto di Tavernelle - Anno II - Marzo 2019

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